Carnevale di Sciacca, festa da gustare
Il Carnevale, legato al significato originario "carnem levare"(prescrizione che fa divieto di mangiare carne durante il periodo successivo, che è la Quaresima), è la festa in cui il popolo saccense si riunisce in grandi tavolate, in cui ci si abbuffa, con pasta carne e dolci, scherzando e cantando sulle note degli inni di carnevale che più hanno esasperato e divertito la gente.
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In realtà "lu schtìcchiu" (la cena tra amici) è la quotidiana realtà ed espressione unanime del popolo di Sciacca, sempre pronto ad organizzarsi in tutte le occasioni dell'anno, pur di stare insieme in allegria. |
La cucina Siciliana è certamente la più conosciuta al mondo, perchè ricca di aromi e sapori, di contrasti e di fantasia: quella "Saccense" è la più caratteristica dell'isola, espressione di diverse culture che hanno dominato Sciacca nei secoli. In passato, durante il periodo del Carnevale, le abitudini alimentari erano scandite da particolari usanze:
| Il giovedì grasso, detto "lu joviri lardaluoru", vedeva il suo momento culminante nella preparazione e consumazione di uno speciale minestrone. L'ingrediente principale era costituito dal lardo, mescolato con diversi tipi di ortaggi |
Copertina libro di Anna Pomar "La cucina tradizionale siciliana" |
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Il "Mangiamaccheroni" tratto da il tascabile "La cucina di pesce siciliana" di Maria Adele Di Leo |
Il Martedì grasso non doveva mancare "li maccaruna di zitu",
lo stufato con il sugo di carne di maiale e la salsiccia.
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"Lu cannulu" terminava l'abbuffata, con la sua
pasta dolciastra, fritta e tenerissima, accartociata a forma di grosso
cannello, riempita di una squisita crema di latte, zucchero e
cioccolata.
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image to: sicilianetwork.com |
Il tutto accompagnato da un buon vino:
il Regaleali o Corvo bianco per il pesce
il Regaleali o Corvo rosso per la carne
lo Zibibbo, il Marsala o il Passito di Pantelleria per il dessert